Approvata la proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Il 12.09.2018, nella sessione dell’Assemblea plenaria, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (2016/0280(COD)), con l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali ed in particolare di Internet.

Vista la precedente bocciatura della proposta da parte dell’aula, il 5 luglio 2018, la maggioranza dei parlamentari aveva chiesto di poter ridiscutere gli articoli più controversi per renderli meno ambigui e ridurre quelli che, secondo gli oppositori della proposta, erano i rischi per la libera circolazione delle informazioni online. Il Parlamento ha quindi approvato una nuova versione del testo.

Il confronto tra i parlamentari si è concentrato soprattutto su due articoli della proposta di direttiva, l’11 e il 13, che, secondo alcuni, comporterebbero conseguenze pericolose per la libera diffusione delle informazioni online. Il lavoro delle ultime settimane è stato orientato verso la discussione di un gran numero di emendamenti, che avrebbero dovuto cambiare alcuni assunti della proposta di direttiva, ma che, nei fatti, non hanno portato a grandi stravolgimenti del testo.

In particolare, l’articolo 11 della direttiva (“Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale”) obbliga le piattaforme online che pubblicano link o snippet (il frammento di testo impiegato da Google per accompagnare i link che appaiono sul motore di ricerca) a pubblicazioni di carattere giornalistico a munirsi preventivamente di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti. In virtù del successivo articolo 12, il detentore può quindi “reclamare una quota del compenso previsto per gli utilizzi dell’opera”, come avviene ai sensi della link tax spagnola, che ha ridefinito i rapporti fra le testate giornalistiche online e i motori e/o aggregatori di notizie.

L’articolo 13 (“Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti”), invece, riguarda le piattaforme online con contenuto generato dagli utenti ed impone misure “adeguate e proporzionate”, atte a evitare la violazione di copyright. In particolare, questo articolo prescrive che i contenuti caricati online all’interno dell’UE debbano essere verificati preventivamente, in modo da impedire che possano essere messi online materiali protetti dal diritto d’autore. Tali misure si concretizzano in filtri preventivi automatici, più o meno simili alla funzionalità “Content ID” di YouTube che, tramite un riconoscimento automatico dei video, verifica se il filmato caricato ha contenuti protetti da copyright e, nel caso, lo elimina dal sito o lo mostra solo con pubblicità, in modo da condividere i ricavi con gli effettivi proprietari del diritto d’autore.

Queste norme, secondo i critici, sarebbero contrarie ai principi di apertura e libera circolazione delle informazioni su Internet.

La proposta di direttiva sarà ora analizzata nei negoziati con il Consiglio e la Commissione ai sensi dell’art. 294 TFUE, per cercare un’intesa sulla versione definitiva della riforma. La votazione definitiva è prevista per gennaio 2019. Dopo l’eventuale approvazione definitiva del Parlamento e del Consiglio, gli Stati membri avranno il compito di adottare le misure nazionali interne necessarie a conformarsi ai risultati previsti dalla direttiva.

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